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Niente Sistri fino a dieci addetti e contributo rinviato a giugno. In evidenza

30 Aprile 2014 |

sistri5È ufficiale: imprese (comprese quelle agricole) ed enti che sono produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e hanno fino a 10 dipendenti sono esclusi dal Sistri, il sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti pericolosi. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha firmato il 24 aprile scorso il decreto di semplificazione, dopo due anni di annunci, attese e limature. Per la soddisfazione del mondo delle imprese, con in testa Confindustria, che però sollecita il completamento di un sistema "leggero".

Il testo in sostanza è la versione snella di quello messo a punto in autunno dall’allora ministro Andrea Orlando. Prevede l’obbligo di adesione solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti. Inoltre, sono sottoposte al Sistri tutte le imprese che trattano i rifiuti urbani in Campania (articolo 5), la regione per la cui emergenza ambientale era nata la prima (e ben differente) idea di Sistri.

Sono escluse dal sistema anche se hanno più di 10 dipendenti le imprese agricole e quelle produttrici iniziali di rifiuti da attività di pesca professionale e acquacoltura, se conferiscono i rifiuti pericolosi nei circuiti organizzati di raccolta.

Restano invece obbligati al Sistri:

  • produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attività agricole e agroindustriali, da pesca e acquacoltura con più di 10 dipendenti (sono escluse le attività di cui all'articolo 2135 del Codice civile e gli iscritti alla sezione "imprese agricole" del Registro imprese che, a prescindere dal numero dei dipendenti, conferiscono a circuiti organizzati di raccolta);
  • produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da scavo, costruzione e demolizione; da lavorazioni industriali e artigianali; da attività commerciali, di servizio e sanitarie con più di 10 dipendenti;
  • produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che li stoccano (operazioni R13 o D15);
  • che raccolgono, trasportano, recuperano e smaltiscono rifiuti urbani nella Regione Campania.

Sono state previste anche altre semplificazioni amministrative, chiarite le modalità di gestione dei trasporti intermodali (articolo 2) e prorogato al 30 giugno il versamento del contributo annuale. Confermati i costi di sostituzione degli apparecchi relativi al 2013 (articolo 4).

In particolare, semplificati gli adempimenti per un deposito di rifiuti pericolosi, se dura meno di un mese all’interno di una logistica intermodale con trasbordi e operazioni di carico e scarico.

Comunque, anche chi è esentato dal Sistri dovrà continuare a compilare le normali dichiarazioni ambientali.
Altre misure di semplificazione sono previste nell’articolo 3, con controlli e aggiustamenti delle funzioni del sistema, in modo da eliminare i bachi informatici che si manifestassero e da concedere nuovi snellimenti procedurali. Per esempio, per le microraccolte e per la compilazione dei documenti offline.

Per Confindustria è una misura attesa, che le imprese interessate accoglieranno con sollievo e quindi c’è da apprezzare l’impegno del Governo nell’affrontare le molte criticità e problemi connessi al Sistri. Confindustria auspica anche che con questo stesso spirito vengano al più presto avviati e conclusi i lavori per definire un nuovo sistema, leggero, semplice, economico e funzionale. Paolo Uggè, presidente della Fai Conftrasporto, osserva che il Sistri va migliorato ancora per consentire all’autotrasporto di bloccare le ecomafie senza eccessivi costi. Rete Imprese Italia è soddisfatta per la semplificazioni a favore delle Pmi.

AdA

Fonte: Il Sole 24 Ore